Solitudine e Salute Mentale

«Trenta minuti di corsi di ballo, un’ora di passeggiata con gli amici e un quarto d’ora di chiacchiere al bar, tutti i giorni per un mese»: non un consiglio di un amico che ci vede un po’ soli, ma una vera e propria terapia prescritta dal medico. Secondo il governo del Galles avere interazioni sociali è fondamentale per combattere la solitudine e l’isolamento, condizioni accentuate dai lockdown e dall’obbligo di distanziamento sociale a cui ci ha costretto la pandemia da covid, tanto che il social prescribing, ovvero la prescrizione di attività sociali, è uno dei punti inseriti nella sua lista di priorità per i prossimi cinque anni.

Alice Gray, neuroscienziata britannica di 29 anni, spiega alla BBC di aver combattuto in prima persona la solitudine durante la quarantena: «Spesso si pensa che questa condizione riguardi solo le persone più anziane, ma non è così», sottolinea, «diversi studi hanno dimostrato che, già prima della pandemia, erano i giovani a sentirsi più soli». Il covid non ha fatto altro che accentuare una tendenza già avviata, e ha messo in luce l’importanza di curare non solo il corpo, ma anche la mente: l’impatto della solitudine sulla salute è spesso sottostimato ma, come sottolinea Gray, «le persone sole hanno il doppio di possibilità di soffrire di patologie mentali, e la solitudine è considerata un rischio sanitario maggiore di fumo o obesità».