Distorsione alla caviglia

Un piede appoggiato male, una storta, un improvviso cambio di direzione possono provocare una distorsione alla caviglia, un trauma molto diffuso sia per gli sportivi sia per chi magari sta semplicemente camminando. I primi campanelli d’allarme a cui prestare attenzione in caso di distorsione alla caviglia sono il dolore e il gonfiore della zona, spesso calda al tatto. Dopo alcune ore dalla presunta distorsione, poi, è probabile si presenti anche un ematoma intorno all’articolazione. Una prima cosa da fare per avere un po’ di sollievo al dolore e alla tumefazione è porre del ghiaccio. In seguito alla presunta distorsione alla caviglia, la prima cosa da fare è avvertire il medico o recarsi al Pronto Soccorso. A questo punto verrà eseguita una radiografia atta a riconoscere o escludere eventuali fratture e microfratture.

L’esame permetterà allo specialista di optare per il trattamento migliore, che potrebbe essere anche farmacologico. La terapia per guarire e trattare una distorsione alla caviglia si riassume in una sigla, il cosiddetto “protocollo” RICE, dove RICE sta per Rest, Ice, Compression e Elevation:

– Rest: riposo e rinuncia ad attività sportive e da qualsiasi altra attività che richiedano un appoggio del piede prolungato;

– Ice: il ghiaccio, fondamentale per diminuire il dolore, il gonfiore e un possibile ematoma;

– Compression: compressione attraverso una benda, realizzata da uno specialista per non compromettere la circolazione – in questo senso è importante evitare il fai-da-te, o un tutore indicato dal medico;

– Elevation: elevazione. Tenere la gamba e la caviglia in alto e sollevata, ad esempio con qualche cuscino sotto, favorisce la circolazione del sangue e la riduzione dell’ematoma.